El Manati era un sacrario olmeco, in un laghetto formato da sorgenti sotterranee, in cui furono deposti, in almeno tre distinte occasioni, oggetti sacri in contesti di sepoltura probabilmente rituali.
Qui furono infatti rinvenuti resti umani anche disarticolati, alcuni forse appartenenti a neonati e tuttora considerati come parte di un’offerta.
In questa località della Mesoamerica, all'incirca nel 1600 a.C., una datazione desunta dall'analisi dei resti archeologici rinvenuti, si sviluppò la cultura madre degli Olmechi.
Al pari del sito di Juxtlahuaca, un sistema di grotte del Guerrero in cui sono state rinvenute le più antiche pitture rupestri olmeche, attestate al 1200 a.C., El Manati è un passaggio obbligato per comprendere la misteriosa cultura madre.
Proprio dalla datazione sull’oggettistica rinvenuta dal 1988 tra il fango di El Manati, a pochi chilometri da San Lorenzo Tenochtitlan, si desume la data del 1600-1700 a.C., la più remota finora attestata per la presenza olmeca nella Mesoamerica.
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