L’ITALIA NON E NEMICA DELLA RUSSIA. MA ALLORA CHI DECIDE PER NOI?
C’e una frase che sentiamo ripetere sempre piu spesso: “Bruxelles ha deciso per noi.”
Ma fermiamoci un momento a riflettere.
Se un Paese arriva al punto di dire che qualcun altro deve decidere per lui, allora la domanda e inevitabile: dove sono finite la nostra capacita di pensare, di scegliere e di difendere i nostri interessi?
Noi non siamo un popolo incapace di decidere.
L’Italia e uno Stato sovrano. Ha una storia, una cultura, un’economia, milioni di cittadini e un Parlamento. E proprio per questo deve avere il coraggio di discutere, di negoziare e, quando necessario, anche di dire NO.
Essere parte dell’Unione Europea non dovrebbe significare diventare semplicemente esecutori di decisioni prese altrove.
E attenzione: non e corretto dire che Ursula von der Leyen, da sola, decide cosa devono fare Italia, Francia, Germania o Spagna. La realta istituzionale e piu complessa: la Commissione europea propone e attua, mentre molte leggi vengono adottate insieme dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE, dove sono rappresentati i governi degli Stati membri.
Ed e proprio qui che nasce la responsabilita politica dei nostri governi.
Se una decisione europea non tutela gli interessi dell’Italia, perche accettarla senza discutere?
Perche dire sempre si?
Perche continuare a presentarci davanti ai cittadini come se tutto fosse inevitabile?
L’Unione Europea dovrebbe essere una collaborazione tra Stati, non un luogo nel quale gli Stati smettono di assumersi le proprie responsabilita.
E soprattutto, quando parliamo di politica estera e di sicurezza, ricordiamoci che molte decisioni europee richiedono l’unanimita degli Stati membri. Quindi anche l’Italia ha una responsabilita e, in determinate materie, una possibilita concreta di far valere la propria posizione.
Per questo non voglio un’Italia che dica:
“Bruxelles ha deciso, quindi dobbiamo obbedire.”
Voglio un’Italia che dica:
“Bruxelles propone. Noi valutiamo. Noi discutiamo. Noi difendiamo gli interessi dei nostri cittadini.”
Perche un Paese che rinuncia a pensare con la propria testa rischia di trasformarsi in un Paese che subisce le decisioni degli altri.
E io non voglio questo per l’Italia.
Non voglio questo per i nostri figli.
Non voglio questo per i nostri nipoti.
L’Europa puo essere cooperazione, dialogo e collaborazione. Ma collaborazione non significa rinunciare alla propria voce.
L’Italia deve tornare ad avere una voce propria.
Non contro l’Europa.
Non contro un popolo.
Non contro la Russia.
Ma per l’Italia e per gli italiani.
Perche le decisioni che riguardano il nostro futuro non possono essere considerate inevitabili solo perche arrivano da Bruxelles.
NOI SIAMO IN GRADO DI PENSARE.
NOI SIAMO IN GRADO DI SCEGLIERE.
NOI SIAMO IN GRADO DI DIRE SI.
E SIAMO ANCHE IN GRADO DI DIRE NO.
E forse e proprio questo che dobbiamo ricominciare a fare.
DECIDERE.