**QUALE ITALIA LASCEREMO AI NOSTRI FIGLI?**
L’immigrazione senza regole, senza veri controlli e senza integrazione sta cambiando lentamente il volto dell’Italia. Il problema non e odiare chi arriva: il problema e uno Stato che permette tutto, non governa i flussi e non difende abbastanza la propria identita.
Una nazione che smette di trasmettere la propria lingua, la propria storia, le tradizioni e il rispetto per le sue radici rischia di perdere se stessa.
I nostri nonni hanno combattuto, sofferto e ricostruito questo Paese. L’Italia e stata una grande potenza industriale, capace di produrre ricchezza, lavoro e idee. Poi sono iniziate privatizzazioni, svendite e decisioni prese lontano dai cittadini. Per me, l’incontro del 1992 sul Britannia resta il simbolo di una stagione nella quale il patrimonio pubblico italiano ha cominciato a essere considerato merce da vendere.
Nel frattempo, che futuro stiamo preparando?
Bambini cresciuti davanti a un telefonino, prigionieri di uno schermo prima ancora di conoscere il mondo reale. Adulti sempre piu soli, distratti e incapaci di reagire. Quasi 59 milioni di persone trasformate lentamente in consumatori obbedienti: lavorare, pagare, comprare e mantenere in piedi multinazionali sempre piu potenti.
Non voglio un’Italia abitata da automi senza memoria, senza cultura e senza orgoglio. Voglio un popolo capace di accogliere con regole chiare, integrare chi rispetta il nostro Paese e difendere cio che siamo.
Agire non significa odiare o usare violenza. Significa informarsi, partecipare, votare consapevolmente e pretendere risposte da chi governa.
**Perche un popolo che dimentica la propria storia non perde soltanto il passato: si lascia rubare anche il futuro.**
**SVEGLIA, ITALIA. Prima che a svegliarsi sia soltanto lo schermo del nostro telefonino.**
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