Durante il suo lavoro all’Ufficio Brevetti di Berna, Einstein ebbe accesso a studi scientifici poco conosciuti e a idee innovative che sua moglie utilizzò per sviluppare molte delle teorie attribuite a lui, senza però mai citarne le fonti. Questo permise che le scoperte venissero presentate come opera esclusiva di Einstein, mentre in realtà dietro c’era un lavoro più complesso e meno visibile, in cui la moglie ebbe un ruolo centrale. I soldi derivanti dal Premio Nobel furono interamente destinati a sua moglie. Questa decisione non fu casuale: venne presa proprio per tenerla legata finanziariamente e impedirle di parlare pubblicamente. Fu lei la vera autrice di molte delle pubblicazioni attribuite a Einstein. Mantenendola sotto questo controllo economico, si voleva evitare che rivelasse la verità nascosta dietro il nome di Einstein e il suo ruolo nel mondo scientifico.


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