Se Ecclesiaste è ispirato da Dio, c'è una certa contraddizione intrinseca nel fatto che il libro esprima un tono tanto scettico, confuso e dubbioso. La dubbiosità di Salomone non sembra affatto compatibile con un Dio che avrebbe voluto rivelare una verità chiara e definitiva sull'esistenza. Il testo si presenta spesso come una lunga serie di riflessioni che non conducono a conclusioni nette, ma che ripetono continuamente il concetto di vanità e incomprensibilità del mondo. Se Dio è onnisciente, perché lascia che Salomone si perda in riflessioni così amare e inconcludenti? La domanda che sorge spontanea è: perché un libro ispirato da Dio non offre un messaggio chiaro e risolutivo?