Milano, Natale. La fila che non vediamo.
A Milano, nei giorni di Natale, quasi 10.000 persone si sono messe in coda per ricevere un pacco alimentare.
Famiglie, pensionati, lavoratori con uno stipendio che non basta più.
Due isolati di fila, al freddo, per un sacchetto di cibo.
È una scena che non entra nei talk show, non trova spazio nei discorsi trionfali sulla “ripresa”, non rientra nelle narrazioni rassicuranti che ci vengono ripetute ogni giorno.
Eppure è lì, davanti ai nostri occhi: la povertà che cresce mentre ci raccontano che va tutto bene.
Questa fila non è un simbolo di sconfitta individuale.
È la fotografia di un Paese dove sempre più persone scivolano ai margini in silenzio, dove la dignità si difende anche aspettando ore per un aiuto, dove la solidarietà dal basso supplisce a ciò che dovrebbe essere garantito dall’alto.
Non possiamo permettere che questa realtà resti invisibile.Non possiamo accettare che la distanza tra ciò che viviamo e ciò che ci viene raccontato continui ad allargarsi.
Raccontiamola, questa fila.
Non per pietà, ma per responsabilità.
Perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il mangiare e la dignità.
Perché un Paese si misura da come guarda, o da come distoglie lo sguardo, da queste code.


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