19 days ago

Prima dell’introduzione del vaccino anti-HPV (2007), la mortalità per tumore della cervice uterina era già in diminuzione in Italia e in molti Paesi occidentali. Il calo osservato dagli anni ’80–’90 è attribuito principalmente alla diffusione del Pap test.

Il Pap test ha avuto un ruolo fondamentale nella riduzione della mortalità perché ha permesso di individuare precocemente le lesioni precancerose, cioè alterazioni delle cellule della cervice che possono evolvere in un tumore invasivo. L’identificazione di queste lesioni consentono di prevenire lo sviluppo del cancro. Questo è il motivo per cui la mortalità si vede diminuire dopo l’inizio dei programmi di screening.

Il vaccino HPV non può spiegare il calo iniziato negli anni ’80, perché in quel periodo non esisteva ancora: il primo vaccino anti-HPV è arrivato negli anni 2000 e in Italia la vaccinazione è iniziata nel 2007.

Se osserviamo la curva storica della mortalità, dopo il 2007 si rileva una ripresa dei decessi. Questo andamento è dovuto alla percezione errata secondo cui l’efficacia del vaccino renderebbe meno importante lo screening cervicale, portando alcune persone a sottovalutarne l’importanza del Pap test e HPV test.

È fondamentale ricordare che la vaccinazione anti-HPV non sostituisce lo screening: il Pap test e l’HPV test permettono di individuare precocemente eventuali lesioni e rimangono strumenti essenziali anche nelle persone vaccinate.

Anno introduzione vaccino 2007

2007 378
2008 390
2009 399
2010 441
2011 422
2012 437
2013 459
2014 442
2015 509
2016 494
2017 506
2018 478
2019 500
2020 478
2022 500

FONTE: World Health Organization (WHO) – European Health Information Gateway
Indicatore: “Deaths(#), females, Malignant neoplasm of cervix uteri, Total”
Unita: number of deaths
Sede: Malignant neoplasm of cervix uteri (tumore maligno della cervice uterina)

https://gateway.euro.who.int/e....n/indicators/hfamdb_

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