Sull'Informatore COOP di luglio/agosto si legge un breve articolo sulla vicenda di un giovane pakistano che ha lasciato giovanissimo il suo paese contro il parere del padre medico, rimasto in Pakistan- Va detto che il Pakistan non e certo un bel posticino ma se fosse cosi invivibile perche il padre medico e rimasto li, continuando, immagino, a svolgere la sua professione-
Ha gironzolato per mezza Europa e la Turchia, poi e approdato in Italia- La COOP lo ha assunto e lui afferma candidamente: “per me e comodo”- Chissa, forse piu comodo che in altre nazioni...
Qui da noi ha ottenuto un permesso di soggiorno della durata di due anni, concesso “a chi rischia persecuzioni o trattamenti inumani nel paese di origine”- Il fatto e che qs giovane non e scappato dal suo paese perche lo perseguitavano ma perche voleva “costruirsi un futuro diverso”-
Ed ha subito trovato la strada da percorrere: in Toscana e seguito dalla Cooperativa Girasole in collaborazione con l'agenzia ONU Unhcr- L'alloggio in comune con altri e fornito dalla Girasole, che lo ha pure aiutato a trovarsi un lavoro, in COOP , appunto-
A volte mi chiedo se esistano “cooperative” cosi attente e premurose nei confronti dei ns connazionali in difficolta-

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