Rastafariani, la storia che non ti aspetti: fra reggae, mistica e massoneria

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🌍 Oltre il mito: le vere radici del movimento Rastafari. Dall’"etiopismo" di Marcus Garvey alle influenze massoniche ed esoteriche, una storia dimenticata delle origini di questa fede.

Le radici del movimento rastafari risalgono all’"etiopismo", versione afro-americana del sionismo. Così come i sionisti ritenevano che gli ebrei dispersi nel mondo dovessero ritornare in Israele, così gli "etiopisti" — guidati da Marcus Mosiah Garvey (1887-1940) — invitavano i discendenti degli schiavi strappati all’Africa con la violenza a ritornare in Africa, e particolarmente al paese considerato simbolicamente il cuore dell’Africa tradizionale, l’Etiopia. Spencer sottolinea che molti "etiopisti" erano cristiani, anche se sostenevano che Gesù Cristo fosse di etnia "africana" e dovesse essere raffigurato con la pelle nera (Garvey, peraltro, era consapevole del fatto che questo "Cristo nero" aveva un significato simbolico piuttosto che storico). Frange del movimento "etiopista" aveva posizioni decisamente non ortodosse. Alcuni leader etiopisti, come Alexander Bedward, pretendevano di essere loro stessi il messia. Altri consideravano Gesù Cristo un’incarnazione divina fra altre. Così, nell’isola caraibica di Anguilla, Robert Athyli Rogers aveva fondato una Afroathlican Constructive Church, che considerava Elia come l’incarnazione divina più importante, accanto a cui se ne erano manifestate altre, fra le quali Gesù Cristo. Le sorti dell’"etiopismo" cambiano in modo radicale il 2 novembre 1930, quando Ras Tafari è incoronato imperatore dell’Etiopia con il nome di Hailé Selassié I (1892-1975). La stampa internazionale dà notizia dell’incoronazione di un monarca che vanta titoli come "Re dei Re" e "Leone di Giuda", e si presenta come discendente diretto di Salomone. La maggioranza dei leader "etiopisti" in Giamaica (ma non Garvey) si convince che l’imperatore d’Etiopia rappresenta il messia: la seconda venuta di Gesù Cristo, se non l’incarnazione dello stesso Dio Padre.

Spencer getta qualche luce sui "fondatori" di un movimento — chiamato rastafari dal nome dell’imperatore prima di ascendere al trono, appunto Ras Tafari - di cui si afferma spesso che è nato da un fenomeno popolare spontaneo e che non ha avuto veri e propri "fondatori". Spencer insiste invece sul ruolo primario di tre predicatori "etiopisti": Leonard Howell, H. Archibald Dunkley, e Joseph Nathaniel Hibbert. Come rivela Spencer, Dunkley e Hibbert erano membri di una organizzazione chiamata Grande Fraternità Antica del Silenzio, o Antico e Mistico Ordine dell’Etiopia. Questa organizzazione faceva parte del vasto movimento noto in tutta l’area di lingua inglese come "massoneria Prince Hall". In quest’area, la maggioranza delle logge non ammettevano (e molte, per la verità, non ammettono ancora oggi) afro-americani. Questi ultimi reagirono costituendo una massoneria "parallela", riservata agli afro-americani e chiamata "Prince Hall" dal nome di un suo più o meno mitico fondatore. Originariamente, il mondo delle organizzazioni Prince Hall era denunciato come una "contraffazione" della "vera" massoneria dalle logge americane riservate ai bianchi; oggi i rapporti sono decisamente migliorati. A prescindere dalle questioni etniche, la massoneria Prince Hall ha sempre derivato la sua dottrina e i suoi rituali da quelli della massoneria maggioritaria. Spencer mette in luce come molti elementi rituali, ma anche dottrinali, del movimento rastafari derivino dalla massoneria, a cominciare da uno dei temi più caratteristici e cari ai rastafariani: il nome "Yah" per indicare Dio. Secondo Spencer, questo nome deriva dal primo componente del trinomio sacro "Yah-Bul-On" nel grado massonico dell’Arco Reale (un modo di indicare la divinità che ha causato, anche recentemente, numerose polemiche). E’ attraverso autori massonici che i primi rastafariani — compreso Leonard Howell, che non era massone ma era appassionato di religioni orientali — si interessano di temi esoterici, e talora interpretano la personalità divina, Yah, in senso panteistico.

La generazione successiva — rappresentata da dirigenti rastafariani come Dennis Forsythe — scoprirà, lungo la stessa linea, l’Ordine della Rosa-Croce AMORC, da cui trarrà altri elementi di carattere esoterico.

L’uscita dal cristianesimo, per alcuni gruppi, avviene peraltro tramite idee che derivano precisamente (lungo una linea che risale ai fondatori) da spunti di tipo massonico-esoterico ovvero orientaleggiante. In questi gruppi la morte di Selassié è spiegata precisando che l’anima dell’imperatore, l’essenza divina Yah, deve essere distinta dalla sua manifestazione corporale. Pur essendosi manifestata in Selassié in modo eminente, questa essenza divina è presente come scintilla in ogni fedele rastafariano (secondo altri gruppi, in ogni persona umana), con una evidente deriva in senso panteistico e gnostico.

OGNI RELIGIONE PROVIENE DALLA MASSONERIA

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